mercoledì 7 settembre 2011

Lampedusa Stonehenge

INTRODUZIONE
In un precedente articolo pubblicato su questo blog ho descritto  i resti di tre “grandi strutture circolari megalitiche ” (con diametro superiore a 40 metri) che si trovano sull' isola di Lampedusa. Si tratta di strutture che ricordano i cosìdetti "cerchi concentrici" o gli "henges" che si ritrovano durante il periodo neolitico rispettivamente nell' Europa continentale (struuture come il Cerchio di Goseck) o nelle isole inglesi (monumenti come Stonehenge), non risultano invece, allo stato attuale delle ricerche, strutture simili nel Mediterraneo.
L' analisi del testo “La Circumnavigazione del Mondo Abitato" attribuito ad uno Pseudo-Scilace del Iv secolo AC ha rivelato come queste "grandi strutture circolari megalitiche" dell' isola di Lampedusa potrebbero avere a che fare con le tre torri di Lampedusa descritte dallo Pseudo Scilace
In questo articolo concentrerò la mia attenzione su una di queste tre grandi strutture circolari, quella meglio preservata (vedi foto e riferimenti successivi) descrivendo il sito in cui si trova, i suoi resti, i resti di strutture adiacenti a questa ed infine il possibile allineamento astronomico di tutti questi manufatti. 


Grande Struttura in Pietra Numero 1
Foto satellitare da Google Earth
Coordinate: 35°31’16’’20N  12°34’09’’E - “Cimitero Vecchio”
Numero di cerchi concentrici: 3  chiaramente visibili da satellite
Diametro Cerchio Esterno:  Circa 80 metri
Diametro Cerchio Centrale:  Circa 45 metri
Diametro Cerchio Interno:  Circa25 metri
Apertura/Ingresso: Lato Est

Cercherò di dimostrare come questa struttura era, molto probabilmente, un luogo sacro da cui si osservava il cielo, una sorta di antico osservatorio astronomico. La versione completa di questa ricerca (per ora disponibile solo in inglese) viene qui allegata come file PDF, si tratta di una "quaderno di lavoro" di circa 40 pagine che viene sintetizzato  su questa pagina web per brevità ed esigenze di spazio.

DESCRIZIONE
Il sito in cui si trova la grande struttura circolare (indicata come “Large Circle 1” o semplicemente come "struttura principale" nelle seguenti foto e planimetrie) copre un' area di circa 150 x 150 metri ed è situato su un lieve pendio che cinge a nord località Cimitero Vecchio e che comprende:
-la struttura principale costituita da tre grandi cerchi concentrici di cui quello più esterno misura circa 80 metri 
-alcune altre stutture periferiche più piccole (indicate come  strutture A-B-C nelle seguenti foto e planimetrie) ed un lungo muro megalitico (indicato con la lettera D nelle seguenti foto e planimetrie).

Disegno della probabile planimetria del sito su foto satellitare

Non lontano dal sito ci sono altri tre siti (rispettivamente in località San Fratello, Area Rossa e Cimitero Vecchio) con resti di "cerchi di pietra" e/o capanne probabilmente preistoriche, visti nel loro insieme questi siti, che probabilmente una volta erano collegati, rappresentano una vasta area allargata di indubbio interesse archeologico.

Vista dell' area "allargata"di interesse archeologico

Il sito che osèita la grande struttura concentrica di cui ci occupiamo qui è caratterizzato dalla presenza di larghe zone in cui il letto roccioso di roccia calcarea affiora sul terreno a testimoniare la severa perdita erosionale di terra dovuta principalmente all' azione del vento e dell' acqua ed aggravata dalla progressiva deforestazione dell' area intrapresa a partire dal 1850 e dall' attività costruttiva più recente. La foto di cui sotto è stata scattata a margine del sito archeologico in corrispondenza dello sbancamento recentemente effettuato per la costruzione di una strada, essa mostra molto chiaramente la severa perdita di terreno ed il letto roccioso quasi affiorante, circostanza questa che dovrà essere teneuta in considerazione quando, speriamo, opere di "scavo" o quantomeno ricerca/studio e salvaguardia verranno intraprese nel sito. 

"Stratigrafia" del terreno nell' area archeologica

La struttura circolare principale può essere decritta come una serie di cerchi concentrici (probabilmente tre o anche cinque) e di resti circolari di opere innalzate con terra riportata e/o scavata come trincea: essa infatti probabilmente era parzialemente costruita anche attraverso l' impiego di terra e di legno oltre delle tradizionali pietre. Il legno è stato presumibilmente consumato dal tempo mentre le parti in terra e sassi sono state asportate dall' opera del vento, dell' acqua e dell' uomo nel corso di millenni: nonostante questo evidenti tracce delle fondamenta delle strutture e resti in muratura possono ancora essere distintamente osservati in loco e con l' ausilio di immagini aeree e satellitari.   Senza dubbio, avere a disposizione foto aeree più accurate renderebbe la misurazione del sito e quindi la ricostruzione della possibile planimetria un' operazione più agevole ed in grado di fornire risultati più accurati ed oggettivi di quelli qui presentati ottenuti utilizzando strumenti amatoriali. 

La grande struttura circolare principale

Accanto alla struttura principale in direzione est si trovano resti di altre stutture più piccole di grande interesse che rendono il sito nella sua interezza un' area archeologica unica in tutto il Mediterraneo. Per la descrizione dettagliata delle strutture si rimanda al "quaderno di lavoro" nella sua versione completa (per ora disponibile solo in inglese).  
Possibile ricostruzione della planimetria del sito con le strutture A-B-C-D in evidenza

Strutture A-B in evidenza

Struttura principale e struttura D in evidenza

ANTICO OSSERVATORIO ASTRONOMICO
Le dimesnioni del sito, il pessimo stato di conservazione della maggior parte dei resti murari e la scarsa presenza di terreno a causa dell' erosione rende una valida opzione l' utilizzo di immagini satellitari per lo studio del sito: di seguito utilizzarò foto ricavate da Google Earth (copyright DigitalGlobe) modificate attraverso tecniche di restauro grafico computerizzato quali "deconvolution" ed ingrandimento dei rilievi per aumentare la visibilità egli antichi contorni e delle fondamenta del sito.
L' attenta osservazione delle immagini migliorate attraverso le tecniche sopra descritte permette di riconoscere distintamente una sorpendente somiglianza tra la possibile ricostruzione della planimetria del sito di Lampedusa e quella del famoso sito di Stonehenge come si può appurare dalle immagini di seguito riportate (di qui il titolo di questo articolo). 

Stonehenge (in alto) Lampedusa (in basso)

Stonehenge (in alto) Lampedusa (in basso)

Stonehenge, uno dei siti archeologici più famosi del mondo, è un monumento preistorico che si trova nella contea inglese dello Wiltshire ed è costituito da una serie di cerchie murarie realizzate in terra (datate intorno al 3000 AC) che circondano una struttura centrale costituita da grandi blocchi megalitici disposti a cerchio (innalzati probabilmente intorno al 2500 AC). Stonehenge è stata a lungo studiata al fine di comprendere i particolari allineamenti astronomici delle sue strutture megalitiche e molti studiosi ritengono che potesse trattarsi, oltre che di un' area di culto, anche di un antico "osservatorio" astronomico da cui era possibile seguire i cicli scanditi da fenomeni quali i solstizi ed i lunistizi estremi.
L' apertura della struttura principale del sito di Lampedusa (che si riconosce come una discontinuità nei resti delle opere murarie e delle loro fondamenta) era rivoltà ad Est (come Stonehenge) e creava un arco di circa 60° di azimuth sull' orizzonte orientale del luogo, inoltre la struttura B era posizionata su un asse inclinato a circa 127° in direzione SE dal centro della struttura principale. Questi fatti e la presenza di altri potenziali punti di collimazione sotto forma di opera muraria che si possono osservare nelle immagini satellitari fanno supporre la presenza di possibili allineamenti astronomici che cercherò di verificare nella parte successiva di questo articolo. Prima di procedere in questo senso, vale forse la pena ricordare molto brevemente alcuni cenni relativi alle antiche tecniche di osservazione astronomica.
Gli antichi astronomi utilizzavano un sistema di coordinate celesti simile all' attuale "Sistema di Coordinate Orizzontali" che si basa su grandezze astronomiche quali l' azimuth e l' altezza: essi utilizzavano punti di collimazione sull' orizzonte locale per verificare la posizione del Sole, della Luna e degli astri alla levata ed al tramonto, tali punti di collimazione venivano traguardati rispetto a "targets" che si trovavano al centro degli antichi osservatori tipicamente circolari. La forma circolare era utilizzata per mantenere sempre la stessa distanza tra l' osservatore che poteva muoversi in circolo ed il target (tipicamente un palo verticale posto all' interno del cerchio) che veniva traguardato con i punti di collimazione scelti sull' orizzonte locale, la distanza dal target e quindi il raggio del cerchio (nonchè la dimensione del palo centrale) dovevano essere funzione della necessità di ottenere un pieno occultamento dell' astro osservato e traguardato rispetto al target (il procedimento viene schematizzato nel grafico qui sotto) al fine di realizzare così una rilevazione più precisa della sua posizione. 

Antica osservazione del cielo

Ho effettuato numerosi test  computerizzati e misurazioni in loco per verificare la presenza di allineamenti dei resti delle strutture del sito di Lampedusa intuitivamente funzionali all' osservazione di alcuni fenomeni astronomici, concentrandomi in particolare sui Solstizi e sui Lunistizi Estremi, scelta legata all' importanza che a tali fenomeni veniva attribuita da parte delle antiche culture megalitiche, probabilmente a causa dell' esigenza di mantenere dei calendari agricoli (periodi adatti alla semina ed al raccolto) e di navigazione (periodi adatti alla navigazione). Nonostante la mancanza di una planimetria precisa del sito, di strumenti professionali e di mezzi idonei, è stato possibile fare delle misurazioni con un grado di approssimazione accettabile in considerazione dello stato di conservazione dei resti.
-La data utilizzata per questi tests è quella del 3000 AC  in analogia con la data di costruzione di Stonehenge (va detto che non essendo mai stata fatta alcuna ricerca archeologica su questo sito di Lampedusa una datazione "ufficiale" non esiste).
-La latitudine utilizzata è quella del sito: 35°31’16’’20N
-Gli elementi strutturali testati per possibili allineamenti sono: l' entrata della stuttura principale e la struttura B rispetto a quella principale
-Possibili fonti di errore: stima dell' obliquità della data di riferimento, scarto magnetico, allineamento delle immagini satellitari imperfetto

TEST 1
Lampedusa 3000 AC Solstizio d' Estate: Azimuth del Sole all' alba 60.1°
Lampedusa 3000 AC Solstizio d' Inverno: Azimuth del Sole all' alba 119.9°


Planimetria del Sito ed Azimuth del Sole all' alba dei Solstizi circa 3000 AC

Osservazioni relative al Test n. 1:
L' apertura/entrata della struttura principale (come ricostruita osservando la discontinuità dei resti murari e delle tracce di fondamenta attraverso l' immagine satellitare) mostra un buon allinemaneto con l' azimuth del Sole all' alba in occasione dei Solstizi: presumibilmente l' antico osservatore poteva comprendere l' arrivo del solstizio d' inverno osservando la luce entrare nella struttura principale all' alba dall' estremità SE dell' entrata, viceversa poteva comprendere l' arrivo del Solstizio d' Estate osservando la luce entrare dall' estremità NE dell' entrata. 


TEST 2
Lampedusa 3000 AC Lunistizio Estremo superiore: azimuth della Luna  53.36°
Lampedusa 3000 AC Lunistizio Estremo inferiore: azimuth della Luna  126.64°

Planimetria del Sito ed Azimuth della Luna ai Lunistizi estremi 3000 AC


Osservazioni relative al Test n. 2:
La struttura B appare allineata con la struttura principale sullo stesso asse del Lunistizio Estremo Inferiore (un fenomeno astronomico con cadenza ciclica di 18.61 anni)

RICOSTRUZIONE TRIDIMENSIONALE DELL' ANTICO OSSERVATORIO
L' analisi visuale, più inuitiva, può aiutare i lettori neofiti di astronomia a comprendere il senso dei test effettuati precedentemente:

Alba dell' Equinozio di primavera visibile al centro dell'  entrata della struttura principale

La Luna al Lunistizio estremo inferiore allineata con la struttura B

Alba del Solstizio d' inverno visibile all' estremità SE dell'  entrata della struttura principale

CONCLUSIONI
Il sito che ho qui enfaticamente chiamato "Stonehenge di Lampedusa" nasconde incredibili sorprese nonostante lo stato di degrado in cui è abbandonato, si tratta di un sito di interesse archeologico a mio parere di grande importanza ed unico nel contesto del Mediterraneo e come tale andrebbe sicuramente tutelato e valorizzato. Del recupero di questo sito beneficerebbe probailmente la stessa immagine dell' isola dal punto di vista turistico, ma queste sono considerazioni che non mi competono, il mio primo ed unico interesse, è di richiamare l' attenzione sui resti megalitici presenti sull' isola di Lampedusa affinchè questi vengano studiati e conservati, per questo non è tanto importante che le mie ipotesi siano confermate o smentite dalla ricerca archeologica (io non sono un archeologo, sono un semplice turista affezionato all' isola di Lampedusa ed appassionato di archeologia) quanto piuttosto che la ricerca archeologica se ne occupi.

COPYRIGHT © 2011 DIEGO RATTI
Tutti i diritti di riproduzione in qualsiasi forma sono riservati

Versione completa in PDF (per ora disponibile solo in lingua inglese)
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Lampedusa Stonehenge (su Google Docs) 


BIBLIOGRAFIA
1Large circular stone structures of Lampedusa”, Diego Ratti, August 2011
Megalithic-Lampedusa.com Free eBooks Series
2The Three Towers of Lampedusa” Diego Ratti, August 2011
 published on www.megalithic-lampedusa.com
"Lampedusa Stonehenge" Diego Ratti, September 2011
  Megalithic-Lampedusa.com Free eBooks Series
“Il grande cerchio di pietra degli antichi Comenses” , Adriano Caspani, 2009, Ed. Terra Insubre
“Skywatchers : A Revised and Updated Version of Skywatchers of Ancient Mexico”, Anthony F. Aveni Publisher: University of Texas Press; Revised and Updated edition (August 15, 2001)
by Jean Meeus, 6.00" by 9.00",
“Astronomical algorithms”, Jean Meeus, 2nd Edition published 1999
“The significance of Monuments” Richard Bradley, Ed. Routledge, 1998
“The Stonehenge People”, Rodney Castleden, Ed. Routledge, 2002