martedì 28 agosto 2012

Paleo Clima di Lampedusa

Nell' articolo relativo alla Paleo Idrografia di Lampedusa  nel tentativo di descrivere l' antica linea di costa dell' isola abbiamo descritto il fenomeno dell' innalzamento del livello del mar Mediterraneo iniziato con la fine del Dryas recente  circa 11500 anni fa quando l' innalzamento delle temperature accellerò il processo di deglaciazione; in questa sede invece cercheremo di  ricostruire il quadro del clima di Lampedusa.
Nessun studio sul paleo clima di lampedusa è mai stato effettuato per cui possiamo soltanto basarci sugli studi già completati per quanto riguarda il paleo clima della Sicilia e quello del nord africa e quindi fare delle supposizioni relative al paleo clima di Lampedusa sulla base di datio ed esperienze indirette.  Ancora una volta, come nell' articolo relativo alla paleoidrografia di Lampedusa, vogliamo focalizzarci sul periodo in cui si presume sia avvenuta la prima colonizzazione di Lampedusa durante l' Olocene, in particolare ci pare di estremo interesse per lo studio della preistoria dell' uomo di Lampedusa concentrarci  sul Neolitico Subpluviale (il periodo più umido dell ' Olocene noto anche come "Fase bagnata dell' Olocene" o "Prima fase del Sahara Verde") che, approssivamente durò dal 7500-7000 AC al 3500/3000 AC e fu caratterizzato da clima umido e piovoso nel Nord Africa: quello che oggi è conosciuto come Sahara aveva l'ecosistema tipico della savana, con elefanti, giraffe ed altri animali di prateria e foreste, oggi tipici della regione del Sahel a sud del deserto, oltre alla megafauna oggi estinta. Dalla fine del Neolitico Subpluviale ad oggi il Nord Africa è stato caratterizzato da clima arido, risulta per cui difficile immaginare queste regioni e quindi Lampedusa, come potevano apparire in questa fase umida con grandi laghi, più ambi e profondi di quelli attuali, estesi bacini idrografici, differente vegetazione e differente fauna.  Forse l' immagine più eloquente di questa situazione climatica è mfornita dalle incisioni rupestri delle montagne dell' Acacus (oggi una regione desertica della Libia ed una delle zone più aride del Sahara) in cui sono dipente scene di caccia di grandi anaimali oggi inimmaginabili nella stessa regione.

Tadrart Acacus: incisioni rupestri

Spostandoci più vicino a Lampedusa possiamo osservare come anche la Sicilia godesse durente il neolitico subpluviale di un clima molto più umido e fresco di quello attuale con maggiori precipitazioni, in particolare tra 10000 e ed il 4000 anni fa come indicato dai campioni di sedimenti lacustri esaminati presso laghi come il Preola o il Pergusa. L' aridificazione della Sicila appare iniziare solo 4500 anni fa dopo un periodo di instabilità climatica iniziata 6000 anni fa in una fase di transizione climatica.  I dati petrografici e geochimici dalla grotta di Carburangeli (ottenuti esaminando stalattiti e stalagmiti) indicano il picco nel livello di precipitazioni nel periodo compreso tra 8500 e 7500 anni fa. La Neolitizzazione della Sicilia è decritta come un fenomeno graduale (Tusa in "La Sicilia nella Preistoria"): dalla stratigrafia della grotta dell' Uzzo il periodo di transizione tra Mesolitico e neolitico risale al periodo compreso tra 8500 e 7700 anni fa durante la fase più umida e bagnata del clima siciliano. Evidentemente dunque, studiando insediamenti neolitici in Sicilia e/o a Lampedusa occorre tener ben presente come le diverse condizioni climatiche possano aver influito sul modo di vivere dei nostri antenati, sulle loro scelte di insediamento e sulle modalità di sussistenza adottate e preferite. the 

Livello del Lago Preola  (per gentile concessione di Michel Magny et al)*

Un altro interessante paragone utile al fine dello studio della preistoria di Lampedusa può essere fatto esaminando la stratigrafia dei siti Capsiani della Tunisia (la Cultura Capsiana era una cultura diffusa in Tunisia , Algeria e Libia durante la transizione tra Mesolitico e Neolitico tra il 10000 ed il 6000 AC) . Analisi al radiocarbonio e lavoro sul campo da parte di archeologi come il professor David Lubell riguardo i cambiamenti di assemblaggi litici e faunistici in siti capsiani quali Kef Zoura D e Aïn Misteheyia  hanno mostrato una stratta correlazione tra cambiamenti climatici e culturali a partire dal 6200 AC con i depositi precedenti in entrambi i siti caratterizzati da resti di grandi vertebrati ed invertebrati tipici di climi più umidi associati ad assemblaggi litici tipicamente Capsiani e depositi successivi invece caratterizzati da resti di fauna più piccola tipica di climi più aridi associati ad assembaggi litici più evoluti (Cultura Capsiana Superiore) .
I cambiamenti climatici ed ambientali legati alla transizione tra un clima più umido ed uno più arido in regioni come il Maghreb e la Sicilia sono simili ed abbastanza uniformi da permetterci di applicare lo stesso modello per un isola come Lampedusa a metà starda tra la Sicilia ed il Nord Africa: possiamo immaginarci una "Lampedusa Verde" fino al 5000 AC in concomitanza con i primi insediamenti stentinelliani sull' isola e quindi un successivo inaridimento. Supponiamo quindi che i resti di Capanna Neolitica scavati a Cala Pisana nel 1973 sull' isola di Lampedusa che hanno fornito assemblaggi litici e ceramici tipicamente stentinelliani rappresentino forse le prime tracce di insediamento di coloni probabilmente spinti anche da variazioni climatiche significative.

2011 copyright by Diego Ratti

BIBLIOGRAPHY
*“Holocene Paleohydrological changes in the Central Mediterranean as reflected by Lake-level fluctations” Magny, Vannière, Peyron, Millet, March 2011, University of Franche-Comtè Besancon FR
^Early and Middle Holocene environments and Capsian cultural change: evidence from Tèlidjene Basin,  Eastern Algeria” Mary JAckes and David Lubell, University of Waterloo Canada
**“La Sicilia nella Preistoria” by Sebastiano Tusa 1999, Sellerio Ed.
"Capsian Culture", Cramond and Lepenski, Books LLC Usa, 2010
"Total Prehistoric edible land snails in the circum Mediterranean: the archaeological evidence", David Lubell, Editions APDCA, Antibes 2004
"Post-Capsian occupation in the Eastern Maghreb: implications of a revised chronological assessment for the adult burial of Ain Misteheya", David Lubell, Journal of African Archaeology, Frankfurt, 2009
"The Holocene Occupation of the Eastern Sahara: regional Chronologies and Supra-regional Developments in four Areas of the Absolute Desert", Gehlen, Kindermann, Linstadter and Riemen
“Holocene climate variability in Sicily from a discontinuous stalagmite record and the Mesolithic to Neolithic Transition”, Frisia, Borsato, Mangini, Spotl, Sauro. Quaternary Research July 2006
“Holocene Climatic Change and Human Settlement Between the Cental Sahara and the Nile Valley. Archaeological  and Geomorphological Results” Bubenzer, Riemer African Department Univerity of Koln, 2007 Wiley
“Ancient Agricolture in Lybia: a review of the evidence” Marijke van der Veen , 1995 University of Leicester UK
“Environmental change and archaeology: lake evolution and human occupation in the Eastern Sahara during the Holocene” Hoelzmann, Keding, Berke, Kropelin, Kruse, December 2000 Palaeo Elsevier.
“Tracce di un insediamento neolitico nell’ isola di Lampedusa” G. Radi, 1973 in Atti della Società Toscana di Scienze Naturali- Serie A - pp 197-205