martedì 12 febbraio 2013

Necropoli Sommersa

Abbiamo già avuto modo di sottolineare in uno studio sulla paleoidrografia di Lampedusa come, a causa dell' aumento del livello del mare negli ultimi 10.000 anni, sia rilevante per lo studio della preistoria di Lampedusa non limitarsi all' attuale linea di costa.  Sappiamo infatti che circa 8.000 anni fa il livello del mare doveva essere 15 metri più basso di oggi per cui la superficie di Lampedusa e la sua linea di costa all' epoca delle prime frequentazioni neolitiche era sensibilmente diversa da quella odierna.

Batimetria del Canale di Sicilia 8000 anni fa

Che Lampedusa sia stata frequentata nel Neolitico è fatto accettato a livello accademico e testimoniato dai ritrovamenti dei resti di una capanna neolitica in zona Cala Pisana risalente al sesto millenio avanti Cristo: meno note sono invece le proporzioni e l' estensione dei primi insediamenti neolitici di Lampedusa. Si pensa che la presenza di tracce di una cultura neolitica sull' isola sia dovuta a frequentazione sporadica della gente della cultura di Stentinello, limitata nel numero e nell' estensione, in realtà, a ben guardare, tale idea si basa sull' esiguità dei ritovamenti fino ad oggi accertati ma non tiene in considerazione la totale mancanza di una campagna di ricerca  scientifica finalizzata ad acclarare i fatti. Evidentemente se non si cerca non si trova, per cui è quantomeno semplicistico concludere che la frequentazione preistorica di Lampedusa sia di limitata importanza: sulle pagine di questo sito internet riteniamo di avre fornito alcuni indizi che sembrano fornire indicazioni contrarie. In particolare in questo articolo vogliamo cercare di dimostrare come, cercando in proissimità della linea di costa di 8,000 anni fa sia ancora possibile trovare, sommersi, i resti delle frequentazioni preistoriche sull' isola di Lampedusa. Di seguito, per la prima volta, verranno mostrate alcune foto di alcune fosse funerarie che si trovano ad una profondità di circa 7/8 metri, a circa 200 metri da resti di un insediamento preistorico caratterizzato dalla presenza di tracce di capanne circolari ed altri manufatti in selce, terracotta e pomice e non distante dalla  capanna neolitica in zona Cala Pisana. L' insediamento è su un promontorio situato circa 30/40 metri sopra il livello del mare tenendo come riferimento la linea di costa attuale  mentre le fosse funerarie si trovano ad est di tale insediamento circa 7/8 metri sotto il livello del mare. (La presenza di questi resti, individuati per la prima volta da mio padre Pietro Ratti, è stata segnalata alla Soprintendenza del Mare della Sicilia nell' estate 2012: ritengo necessario non rivelarne l' esatta ubicazione puntuale per salvaguardare l' integrità del sito in attesa che la Soprintendenza decida circa l' opportunità, laddove ve ne siano mezzi e fondi, per una prima campagna esplorativa.) Tra l' area dell' antico insediamento e l' area della necropoli, in prossimità dell' attuale linea di costa, vi sono probabili strutture megalitiche che farebbero pensare ad un' area pubblica per il culto funebre.
Per quanto riguarda la presenza di manufatti ceramici intorno alle fosse funebri sommerse purtroppo non vi è rimasta traccia osservabile superficialmente (in manzanza di scavi e ricerche più approfondite), tuttavia è possibile immaginare che 8,000 anni di erosione marina, oltre ad aver completamente asportato la terra che ricopriva il sito, potrebbe aver cancellato ogni traccia di terracotta. Quello che rimane sono soltanto le strutture scavate nella roccia, in particolare, la presenza di gradini che conducono ai livelli inferiori del sito sul fondo delle fosse. Gli angoli, la disposizione e la forma di questi gradini lasciano pochi dubbi sul fatto che si tratti di opera dell' uomo e non dell' erosione, probabilmente questi gradini venivano utilizzati per facilitare la deposizione delle salme nelle fosse più profonde.
Si tratta, a mio parere,  di un sito unico nel suo genere in tutto il Mediterraneo che meriterebbe sicuramente maggiore attenzione e studio nonostante la scarsità/assenza di reperti ceramici. 


Planimetria di una fossa

Planimetria illustarta di una fossa

Dettaglio di un gradino scolpito nella roccia

Dettaglio del gradino precedente  scolpito nella roccia



Dettaglio gradinata scolpita nella roccia

Dettaglio gradinata precedente scolpita nella roccia

Di seguito mostrerò le foto di alcune altre tombe sommerse intagliate nella roccia: si tratta di strutture lunghe più di 3/4 metri per cui ho dovuto effettuare parecchi scatti ed unirli per riuscire a produrne una vista completa dall' alto " a volo d' uccello".

Un' altra grande tomba sommersa  scavata nella roccia a pochi metri dalla precedente


Una terza  grande tomba sommersa  scavata nella roccia a pochi decine di metri dalla precedente con una planimetria molto simile

Una quarta grande tomba sommersa lunga più diu dieci metri scavata nella roccia 

Sono circa 30 o più le strutture scavane nella roccia di questo tipo nel sito.
Di seguito mostrerò le foto di alcuni manufatti in pietra trovati in prossimità delle tombe di chiara fattura neolitica. 

Manufatti in pietra dalla necropoli sommersa di Lampedusa


Nuovi, importanti reperti di arte preistorica (molto più significativi di quelli sopra mostrati), sono stati scoperti nel corso dell' estate 2013 in questo sito e quindi affidati alla valutazione e caratterizzazione della Soprintendenza del Mare: ci auguriamo che entro l' estate 2014 si possa rendere saperne di più. Non è opportuno qui fornire ulteriori informazioni circa ciò che è attualmente allo studio.
A questo punto ritengo utile mostrare un confronto tra una delle tombe intagliate nella roccia e sommerse che si trova a Lampedusa ed una delle tombe intagliate nella roccia sel sito denominato Xemxija a Malta (St. Paul's Bay) dove sono state trovate 6 tombe del tutto simili a quelle di Lampedusa per struttura, forma, dimensioni, forse, periodo. Le tombe di Malta sono state scavate nel 1955 da John Evans: la maggior parte dei reperti ritrovati apparteneva alla Fase di Ggantija (3600-3200 BC). 

  

Ritengo che le tombe descritte in questo articolo siano la versione lampedusana di quelle trovate a Malta: con la differenza che lì sono state studiate, qui, per ora, giacciono sul fondo del mare dimenticate.



Bibliografia
G. Radi “ Tracce di un insediamento neolitico nell’ Isola di Lampedusa”2Bigazzi, Bonadonna, Belluomini, Malipieri 1971 “ Studi sulle ossidiane Italiane)Boll. Soc. Geologica Italiana 90(4) pag 469-480
“Isolation and Interaction Cycles: small Mediterranean Islands from the Neolithic to the Bronze Age”” Giulia Recchia, Michelòa Danesi, Valentina Copat -
 “The Italian Obsidian Sources” Bigazzi, Oddone, Radi - Archemetriai Muhely 2005/1
-Helen Dawson University of Kent “Unravelling the mystery and process from the prehistoric colonization and abandonment of the Mediterranean Islands” in Comparativve Island Archaeologies 2008 Oxford

-“La risalita del mare nel corso dell’ Olocene” Antonioli e Silenzi – from “Mare e cambiamenti Globali” Ed. ICRAM year 2000  pp-29-42

-Variazioni del livello del mare nell’ ultimo semiciclo glaciale ottenute da speleo temi in grotte sommerse di aree costiere italiane” F. Antonioli from Studi Trent. Sci. Nat, Acta Geol., 80 (2003)

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-"Sea Level change  along the Italian coast for the past 10'000 years", 
Lumbeck, Antonioli, Purcell, Silenzi, Quaternary Science Review, edited by  Elsevier,  


2003


-"Unravelling mystery and process from the prehistoric colonization and abandonment of the Mediterranean Islands" in Comparative Island Archeologies (British Archaeological Reports, Oxford, Chapter 7)   
-"Isolation and Interactyion cycles" Copat, Danesi and Recchia 

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